Rubrica “Nuove tecnologie e diritto”: Il contratto telematico

Rubrica “Nuove tecnologie e diritto”: Il contratto telematico

Nell’ultimo ventennio la tecnologia ha innovato le categorie dei prodotti commercializzabili introducendo la digitalizzazione dei beni e servizi tradizionalmente fruiti o acquistati solo in loco. Questa nuova modalità di condurre le relazioni commerciali sono l’oggetto del commercio elettronico.

L’organizzazione mondiale del commercio, già dal 1998, adottò il «Work programme on electronic commerce» con cui ha definito il «commercio elettronico come la produzione, distribuzione, pubblicizzazione, vendita o distribuzione di beni e servizi a mezzo di strumenti elettronici». Tali relazioni commerciali elettroniche possono avere luogo all’interno di uno Stato, ad esempio acquistando dalla piattaforma di Amazon un bene che viene prodotto e spedito in Italia. Possono avere luogo anche tra Stati esteri europei, ad esempio se il bene viene prodotto in Francia e spedito in Italia. Oppure ancora, possono avere luogo tra Stati esteri appartenenti a continenti diversi, per esempio laddove il bene venga prodotto in Cina e spedito in Italia.

Ma in concreto, un semplice acquisto sulla piattaforma Amazon che tipo di contratto è e quali conseguenze giuridiche implica?

Ogni transazione elettronica è composta dalle seguenti fasi: nella prima, il venditore e l’acquirente entrano in contatto. Ad esempio, perché l’acquirente accede al sito web del venditore. Nella seconda, l’acquirente acquista un bene o un servizio ordinandolo a mezzo del sito web e pagando con il metodo del pagamento elettronico. Se l’acquisto ha ad oggetto un bene tangibile (ad esempio una bicicletta), ovvero un servizio che necessita di essere fruito con la presenza materiale del fornitore o del soggetto acquirente (ad esempio un servizio di costruzione di un immobile), la transazione elettronica si arresta a questa seconda fase. Se invece, l’acquisto ha ad oggetto un bene o servizio che può essere interamente commercializzato sotto forma di dato digitale, v’è una terza ed ultima fase che è quella della loro consegna a mezzo degli strumenti elettronici, ad esempio via Internet. Questa terza fase costituisce il contributo più innovativo della tecnologia.

Dal punto di vista giuridico, il commercio elettronico non è altro che un contratto telematico, cioè concluso per mezzo delle nuove tecnologie, come ad esempio la rete Internet e a distanza, cioè tra due o più parti che si trovano in luoghi diversi (anche in Nazioni diverse).

Il contratto telematico è disciplinato dal diritto civile italiano ex art. 13, comma 1, dlgs 70/2003, il quale recita: «Le norme sulla conclusione dei contratti si applicano anche nei casi in cui il destinatario di un bene o di un servizio della società dell’informazione inoltri il proprio ordine per via telematica».

Vi sono due diversi tipi di contratti telematici che si differenziano per il loro momento di perfezione, cioè per il momento in cui in capo al venditore sorge l’obbligazione di consegnare il bene o servizio compravenduto e all’acquirente quella di pagare il prezzo pattuito.

Il primo è il contratto telematico concluso via Internet, che si caratterizza per lo scambio di comunicazioni elettroniche, ad esempio mail o pec. Nei fatti, ex art. 1335 c. civ., la proposta, l’accettazione, la revoca e qualsiasi altra dichiarazione si reputano conosciute nel momento in cui il messaggio giunge alla casella di posta elettronica dichiarata dal destinatario. Questo, indipendentemente dall’effettiva conoscenza del messaggio stesso. Salvo che il destinatario non provi di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia.

Il secondo è il contratto telematico concluso in Internet, che si caratterizza per l’accesso a un sito web. Ex art. 12 dlgs 70/2003, sorge in capo al venditore, l’obbligo di mettere a disposizione del consumatore, in modo chiaro, comprensibile ed inequivocabile, le clausole e le condizioni generali del contratto, cosicché il consumatore, prima ancora di effettuare un acquisto, possa visionarli e scaricarli. Il consumatore potrà poi acquistare beni o servizi compilando un modulo elettronico (contenente almeno i dati della carta di credito o del conto corrente) e cliccando sul pulsante negoziale virtuale (spesso identificato dall’immagine del carrello), il cui impulso sarà registrato nel server del provider.

Questi si definiscono comportamenti concludenti che permettono di sottoscrivere e perfezionare il c.d. contratto di compravendita point and click.

È necessario precisare che, dal momento che il commercio elettronico può aver luogo tra soggetti residenti o domiciliati in luoghi diversi (anche in Nazioni diverse), per il diritto internazionale privato, la legge applicabile ai contratti telematici è sempre quella della residenza abituale del consumatore, che è il soggetto debole del rapporto patrimoniale.

Quindi ad esempio, qualora l’acquirente residente in Italia, acquisti un libro a mezzo della piattaforma Amazon Italia da una libreria francese, il contratto di compravendita si perfeziona (e dunque l’acquirente ha diritto a ricevere il libro scelto e il venditore il prezzo di vendita) nel momento in cui l’acquirente clicca su “acquista ora”. La legge applicabile alla fattispecie sarà quella italiana.

In conclusione, il commercio elettronico permette l’instaurarsi di rapporti patrimoniali tra soggetti che possono fare parte anche di ordinamenti giuridici diversi. Per questo vi è la necessità di garantire la sicurezza e la validità dei rapporti giuridici che nascono e si perfezionano online e la certezza del diritto applicabile. Tale certezza la si può ottenere soltanto con il giusto bilanciamento tra il diritto internazionale, europeo e nazional-civilistico, al fine di perseverare l’equilibrio delle parti e far sì che l’accordo possa derivare dalla manifestazione consapevole di volontà e dalla accettazione anch’essa consapevole delle condizioni contrattuali, entrambe online.

Dott.ssa Federica Loguercio

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